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mercoledì 3 giugno 2020

L'etica della fantasia-#STEP21

L'etica è una branca della filosofia che studia i fondamenti razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico, ovvero di discernerli in buoni e cattivi.
Ma quali sono le caratteristiche che ci permettono di ditinguere i comportamenti? Una di queste è sicuramente la fantasia.
Se l'etica fosse un mero esercizio deduttivo di principi assunti, non ci sarebbe ninete da immaginare in quanto la storia sarebbe la stessa. Se,invece, pensassimo che questa è la storia e sta a noi decidere se questa è ancora accettabile o meno, ci servirebbe una buona dose di fantasia. L'mmaginazione si deve declinare sia come immaginare sé stessi sia nella situazione reale sia in quella ipotetica dell’altro.
La fantasia viene quindi intesa come capacità di ricorrere alla propria situazione che si sta vivendo come situazione analoga dell'altro. Oppure immaginazione che si esplicita attraverso una costellazione di esempi.
Per esempio, nessuno metterebbe in dubbio la bontà di mettere la cintura prima di salire in macchina. Solamente un'immaginazione attiva potrebbe, però, pensare che si potrebbe morire per tale pratica e che l'unica via per salvarsi sarebbe quella di saltare giù dalla macchina.
L'immaginazione è alla base del perdono. Ne è un esmpio Cristo sulla croce quando afferma: "Perdona loro perchè non sanno quello che fanno". Ne chiede il perdono perche vede il futuro che li aspetta e cerca di dare loro un'occasione di riscatto anticipando ciò che potremmo essere vivendo nella fiducia dell'altro.



Riferimenti
Etica fantasia/immaginazione: qui
Esempi: qui 

sabato 30 maggio 2020

Leopardi e la fantasia nello Zibaldone-#STEP20

Giacomo Leopardi

 Nello"Zibaldone" o "Zibaldone di pensieri" , Giacomo Leopardi riflette sulle caratteristiche della poesia antica sostenendo sia fatta di immaginazione, di fantasia e che quindi porti alla nascita di immagini false ma bellissime.
 In un passo di questo diario personale, che raccoglie una grande quantità di appunti e riflessioni, si legge:" La forza creatrice dell'animo appartenente alla immaginazione, è esclusivamente propria degli antichi[...]. L'animo del poeta o scrittore ancorché nato pieno di entusiasmo di genio e di fantasia, non si piega più alla creazione delle immagini, se non di mala voglia, e contro la sottentrata o vogliamo dire la rinnuovata natura sua.
Quando vi si pieghi, vi si piega ex instituto, ἐπιτηδές, per forza di volontà, non d'inclinazione, per forza estrinseca alla facoltà immaginativa, e non intima sua."

In un altro punto dell'opera, l'autore asserisce che la fantasia umana è uno dei rimedi più forti, anche se illusorio, al problema della felicità.
Egli infatti scrive:"Considerando la tendenza innata dell’uomo al piacere, è naturale che la facoltà immaginativa faccia una delle sue principali occupazioni della immaginazione del piacere […]. Il piacere infinito che non si può trovare nella realtà si trova così nella immaginazione, dalla quale derivano la speranza, le illusioni, ecc. Perciò non è maraviglia: 1. che la speranza sia sempre maggior del bene; 2. che la felicità umana non possa consistere se non nella immaginazione e nelle illusioni".
L'immaginazione opera laddove un bene appaia lontano opuure venga percepito solo in parte con i sensi. Dove un oggetto, una persona sono vaghi e indefiniti, noi sentiamo un sentimento di piacevolezza perchè la nostra fantasia può creare nella mente ciò che non vede. La nostra immaginazione tende a idealizzare e a percepire più affascinante quello che è sfuggente e non concretamente presente.
In seguito Leopardi osserva che nell'uomo esiste una capacità di fantasia in grado di immaginare piaceri infiniti e grazie alla quale il piacere infinito che non si trova nella realtà si trova nell'immaginazione: "Veniamo alla inclinazione dell’uomo all’infinito. Indipendentemente dal desiderio del piacere, esiste nell’uomo una facoltà immaginativa, la quale può concepire le cose che non sono, e in un modo in cui le cose reali non sono. Considerando la tendenza innata dell’uomo al piacere, è naturale che la facoltà immaginativa faccia una delle sue principali occupazioni della immaginazione del piacere. E stante la detta proprietà di questa forza immaginativa, ella può figurarsi dei piaceri che non esistano, e figurarseli infiniti 1. in numero, 2. in durata, 3. e in estensione. Il piacere infinito che non si può trovare nella realtà, si trova così nella immaginazione, dalla quale derivano la speranza, le illusioni ec. Perciò non è maraviglia 1. che la speranza sia sempre maggior del bene, 2. che la felicità umana non possa consistere se non se nella fantasia e nelle illusioni.” (Zib.167-168)

Riferimenti 
Zibaldone: qui
Immaginazione/fantasia: qui 
Piacere infinito: qui 

venerdì 29 maggio 2020

Il pensiero utopico e la fantasia in Karl Popper-#STEP19

La parola "utopia" deriva dal greco où("non") e topòs("luogo") e significa non luogo. Nella parola, introdotta da Tommaso Moro, è presente un gioco di parole con l'omonimo inglese eutopia, che deriva sempre dal greco eu("buono") e topòs e significa luogo felice.
Il pensiero utopico filosofico affronta problemi complessi della realtà, non accettandola per come appare. L'utopista costruisce due realtà parallele, esprimento il rifiuto del possibile con la fuga nell'impossibile.
Un noto filosofo del XX secolo appartenente a questo assetto politico, sociale e religioso è l'epistemologo austriaco naturalizzato britannico Karl Popper, che visse tra il 1902 e il 1994.


Karl Raimund Popper nel proprio studio
La ricerca di Popper si concentra nello studio sul valore della fantasia nella scienza.
Egli afferma che, nella ricerca scientifica così come nell'arte, c'è bisogno di fantasia creativa ed è per questo motivo, come scrive nel saggio "Autocritica creativa nella scienza e nell'arte", che poesia e scienza sono cosanguinee nel senso che nella scienza, al grande artista, corrisponde il grande teorico che si lascia guidare dalla fantasia e dal proprio fiuto intuitivo.
Il filosofo dedica particolare attenzione alla critica razionale guidata dall'idea della verità, asserendo come la scoperta dell'errore ponga il singolo ricercatore nella necessità di inventare e mettere alla prova una teoria migliore.
Fantasia ed errore rappresentano dunque la diastole e la sistole dello sviluppo della scienza, nella quale ogni soluzione pone nuovi problemi e più tale scienza viene approfondita più comprendiamo la nostra ignoranza.
Nel Simposio, Popper si occupa di ricercare gli uomini che hanno avuto una grande fantasia. Nella Postfazione di questo suo saggio dichiara che: "Pochi uomini hanno abbastanza fantasia da potersi rappresentare la vita in una società moderna non democratica. George Orwell possedeva la fantasia necessaria."
Questa affermazione è dovuta al fatto che Orwell, nel suo libro "1984", racconta dello stato nazionalsocialista e delle sue crudeltà frutto delle sue fantasie, ma che secondo il filosofo tedesco sono quasi certamente reali.
„Pochi uomini hanno abbastanza fantasia per potersi rappresentare la vita in una società moderna non democratica. George Orwell possedeva la fantasia necessaria. Il suo libro 1984 è forse un po' esagerato, ma non nella sostanza. Ed è certo che lo Stato nazionalsocialista era ancora più disumano di quanto lo descrivesse Orwell; solo che era tecnologicamente meno sviluppato.“ — Karl Raimund Popper

Fonte: https://le-citazioni.it/autori/karl-raimund-popper/Pochi uomini
„Pochi uomini hanno abbastanza fantasia per potersi rappresentare la vita in una società moderna non democratica. George Orwell possedeva la fantasia necessaria. Il suo libro 1984 è forse un po' esagerato, ma non nella sostanza. Ed è certo che lo Stato nazionalsocialista era ancora più disumano di quanto lo descrivesse Orwell; solo che era tecnologicamente meno sviluppato.“

Fonte: https://le-citazioni.it/autori/karl-raimund-popper/vv
„Pochi uomini hanno abbastanza fantasia per potersi rappresentare la vita in una società moderna non democratica. George Orwell possedeva la fantasia necessaria. Il suo libro 1984 è forse un po' esagerato, ma non nella sostanza. Ed è certo che lo Stato nazionalsocialista era ancora più disumano di quanto lo descrivesse Orwell; solo che era tecnologicamente meno sviluppato.“

Fonte: https://le-citazioni.it/autori/karl-raimund-popper/

Riferimenti
Utopia: https://it.wikipedia.org/wiki/Utopia#Etimologia
 Popper: https://books.google.it/books?id=RMEf-z8A8XQC&pg=PA9&lpg=PA9&dq=fantasia+nella+scienza+popper&source=bl&ots=O5V8X7m_B-&sig=ACfU3U3K64hiFp2g7VXcv_RVOXAqU96BQQ&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjM66316djpAhUL2aYKHeteBTsQ6AEwAHoECAYQAg#v=onepage&q=fantasia%20nella%20scienza%20popper&f=false

martedì 26 maggio 2020

La fantasia nella filosofia contemporanea#STEP18



Foto nella biblioteca di Herbert(1964)

 La fantasia nella filosofia contemporanea diviene uno degli aspetti di maggior interesse a livello di studio.
Uno dei filosofi che maggiormente pone al centro della sua ricerca la fantasia è Marcuse Herbert , filosofo, sociologo, politologo e accademico tedesco naturalizzato americano che vive tra il 1898 e il 1979.
Secondo Herbert la fantasia è quella facoltà che conserva la libertà del principio di realtà e che non agisce nell'inconscio in quanto è una facoltà conscia. Essa collega all'Es (o Id)  prodotti della coscienza, collega il sogno con la realtà.
La fantasia rientra nel processo di costituzione della psiche, quel processo operato dal super-Io latore del principio di aggressività a garanzia dell'unità dell'Ego e a danno dell'unità della psiche; conserva la sua libertà dal principio di realtà pagandola però in termini di irrealismo e illogicità.
Per il filosofo, nel momento in cui si struttura l'Io di realtà la fantasia non viene integrata conservando il suo legame col principio di piacere e rimanendo conscia. Sia fantasia sia Es sono legati allo stato di piacere nel quale non esiste conflitto tra gli individui, le dinamiche del singolo sono dinamiche di specie e il principio di individuazione non prevale.
Un'altra considerazione fatta da Marcuse, quella che più lo ha reso celebre presso gli studenti, è la grande importanza da lui attribuita all'immaginazione . La ragione e il linguaggio non sono più in grado di trascendere la realtà e di opporre un "grande rifiuto" al modello vigente, per questo la filosofia deve appellarsi alla fantasia, unico strumento capace di comprendere le cose alla luce della loro potenzialità.
"Immaginazione al potere" diventerà una delle parole più in voga tra gli studenti del sessantotto, ai quale Marcuse guarda come veicolo attraverso il quale si può realizzare la liberazione.


Riferimenti : qui

sabato 23 maggio 2020

L'abbecedario della fantasia-#STEP17

Immagine tratta da "Alfabeti e fantasia"
Qui di seguito il mio personale abbecedario della fantasia.
Avventura
Briciolo
Creativa
Desiderio
Evadere
Fantasticheria: la novella di Giovanni Verga
Genere
Hobbes
Immaginazione
J.K. Rowling
Leggere
Metafora
Narrativa
Onirica
Pizzico
Quadrifoglio
Rodari
Stimolare
Trasgressione
Unicorno
Valenza
Walt Disney
 Zefiro

domenica 17 maggio 2020

Baumgarten e la fantasia-#STEP16


La fantasia nella speculazione filosofica ha sempre avuto un ruolo di rilievo, ma spesso non positivo: per molto tempo è stata condannata ad un ruolo di "gnoseologia inferior" rispetto alle facoltà più alte dell'intelletto in quanto conduceva a concezioni confuse in ambito morale.
Uno dei padri di questa visione è Cartesio, che nella "Sesta Meditazione" divide la "sostanza estesa", portata all'errore, dalla "sostanza pensante", tanto più perfetta quanto più si saprà tenere a bada la fantasia.
Un passo importante in direzione opposta è compiuto da Baumgarten, il quale indaga il campo estetico che diviene terreno critico per la fantasia.
Nella sua opera principale,"Aesthetica", pone un ordine tra le facoltà, dal carattere teologico interno ed esterno e afferma che ogni facoltà è legislatrice del proprio orizzonte tematico.
Questo vale anche per la fantasia, che si pone al centro di una scienza imperfetta dal punto di vista logico, ma perfetta per quanto concerne quello estetico: qui la fantasia gode di una totale autonomia conoscitiva, risultando essere il modo delle conoscenza più vicino ai poteri più intuitivi dell'anima.

mercoledì 13 maggio 2020

La fantasia ne "I limiti dello sviluppo"-#STEP15

Nel 1972 è stato pubblicato un rapporto intitolato "I limiti dello sviluppo", che predice le conseguenze dell'incessante crescita della popolazione sull'ecosistema terrestre e sulla stessa sopravvivenza della specie umana.
Sin dall'uscita, il libro è stato criticato in quanto considerato una fantasia del giorno del giudizio poichè la maggior parte delle conclusioni supposte non si sono verificate.
Si è pensato perciò che le loro convinzioni fossero solamente delle teorie catastrofiste nate delle fantasie di alcuni individui che avevano paura del futuro.
Tuttavia, una ricerca dell'università di Melbourne ha scoperto che le previsioni del libro sono accurate. Se continuiamo a seguire lo scenario del rapporto, i primi stadi del collasso globale non tarderanno ad arrivare.
Il dottor Graham Turner ha raccolto i dati dagli Stati Uniti e li ha confrontati con quelli dell'amministrazione nazionale per gli oceani e l'atmosfera. I risultati hanno mostrato che il mondo sta seguendo da vicino lo scenario del "business as usual" tracciato nel libro e che porterà ad un collasso globale nel 2100.


domenica 10 maggio 2020

La fantasia nella cronaca-#STEP14

In questo articolo de "Il Giorno" pubblicato il 7 aprile del 2020 ci si concentra sull'emergenza sanitaria in corso e sulla mancanza di dispositivi di protezione individuale come le mascherine.
In Lombardia da domenica 5 aprile è entrata in vigore un' ordinanza regionale che impone l'uscita solamente con le protezioni per naso e bocca.
Tuttavia, secondo un'indagine di Altroconsumo, il 42,5% delle  farmacie a Milano non ha a disposizione le mascherine. Per questo motivo gli abitanti si sono muniti di modelli colorati e autoprodotti, di foulard, sciarpe e addirittura bandane. Una fantasia al potere determinata dalla difficoltà a reperire i dispositivi.



Questo secondo estratto riporta le parole del sindaco di Milano Sala inerenti alla cosiddetta 'fase due', ovvero il periodo di convivenza con il coronavirus.
Per il sindaco, la parola fondamentale per affrontare questa seconda fase è "fantasia". Infatti, sul tema della scuola propone di svolgere le lezioni nei teatri o nei cinema visto il poco spazio utilizzabile nelle classi mentre se il problema è la mancanza di professori, la soluzione sarebbe quella di abilitarne altri.
L'imperativo è uno: non arrendersi di fronte al problema. E la stessa cosa vale anche per la ricetta: bisogna essere in grado di gestire la complessità della situazione e di avere un po' di fantasia perchè altrimenti sempre con i "non si può" perderemo la battaglia.

mercoledì 6 maggio 2020

La fantasia nell'ingegneria civile-#STEP13

Secondo Pier Luigi Nervi, in "Scienza o arte dell'ingegnere", " il danno più grave dell'illusione scientifica dell'ingegneria sta nel conseguente inaridimento della fantasia, libertà nella preparazione, sviluppo e valorizzazione dell'intuito costruttivo".
Tuttavia, la fantasia è stato un elemento caratterizzante tutta la storia di tutte le discipline dell'ingegneria, in particolare di quella civile. Il termine ingegneria deriva dal latino ingenium ed originariamente  ingegnere veniva inteso un uomo intelligente, pratico, che sapeva risolvere i problemi.
Ogni singola costruzione e invenzione deriva dalla fantasia e dall'immaginazione dei costruttori che hanno cercato di rendere la vita più semplice con le loro opere.
Parlando di latini, non si può non fare riferimento ai Romani, i quali grazie alla loro immaginazione e fantasia riuscirono a costruire gli acquedotti e le arcate dei ponti, che furono una delle grandi innovazioni di questo popolo.
L'Europa medievale vide un cambiamento radicale nel tasso di nuove invenzioni a livello costruttivo.
Tra queste ci sono le volte a crociera e la gru galleggianti che venivano utilizzate flessibilmente nei porti.
L'uomo cerca metodi più efficienti e veloci per coprire distanze ampie in poco tempo. A questa necessità, l'ingegno umano risponde con l'ideazione e la realizzazione delle ferrovie, le prime delle quali furono costruite in Inghilterra all'inizio del XIV secolo e che utilizzavano trazioni a cavalli.
Successivamente, la fantasia dell'uomo portò alla realizzazione di aeroporti dai quali potessero partire "macchine volanti" capaci di volare nel cielo e compiere viaggi lunghi.


sabato 2 maggio 2020

La fantasia nel pensiero medievale e moderno-#STEP12

PENSIERO MODERNO
Il XVII secolo è uno dei momenti storici caratterizzato da molteplici fatti, tutti molto interessanti.
E' un periodo nel quale sono avvenuti grandi cambiamenti in ambito politico, culturale e scientifico.
E' questo il periodo dell'assolutismo in Europa (in particolare in Francia), del contrasto tra cattolici e protestanti, della decimazione della popolazione causata dalla peste e dell'introduzione del metodo scientifico con Galileo.
In questo periodo storico caratterizzato da questi cambiamenti, la fantasia entra prepotentemente in scena nell'ambito artistico con l'avvento del "Barocco", che pone l'accento sulle caratteristiche estrose e fantastiche delle manifestazioni artistiche,  e nell'ambito letterario e filosofico con autori come Hobbes e Vico.
Per Hobbes  la conoscenza si basa sulla sensazione che non c'è altro che movimento: dai corpi esterni cioè parte un movimento di pressione che si trasmette al cervello e al cuore da dove parte un contro-movimento, una reazione, stavolta dall'interno verso l'esterno, che mette in moto una facoltà tipica solo dell'uomo, la fantasia, che elabora un'immagine che va a sovrapporsi al corpo esterno da cui si è originato il movimento iniziale. Il movimento in realtà non dovrebbe produrre altro che movimento ma il fatto conoscitivo presenta una "qualità" che va oltre il meccanismo di azione e reazione del moto dei corpi:
«Tutte le qualità dette sensibili non sono altro nell'oggetto che le produce, che i diversi movimenti della materia con cui esso agisce variamente sui nostri organi. E in noi stessi, su cui essi esercitano la loro azione, essi non sono che vari movimenti, poiché il movimento non produce altro che il movimento. Ma la rappresentazione che essi suscitano in noi è opera della fantasia, sia che siamo desti sia che sogniamo.» 
PENSIERO MEDIEVALE
Il pensiero filosofico medievale è caratterizzato da un generale e importante ripensamento della tradizione classica, anche a causa delle domande poste  dalle tre grandi religioni monoteiste ( Cristianesimo, Ebraismo e Islamismo).
In Europa, lo sviluppo del Cristianesimo mette fine al pensiero ellenistico e dà inizio alla Patristica dalla quale si svilupperà il pensiero medievale.
 Mentre nel "Vecchio Continente" si diffondevano le idee di Platone,  l'Arabia mantenne viva la tradizione filosofica facente capo ad Aristotele. Tra le figure più importanti ricordiamo Avicenna e Averroè.
Di notevole rilievo, a partire dall'anno mille, sarà anche la nascita della filosofia scolastica, un sistema scolastico-educativo che grantiva un'uniformità di insegnamento e che si diffuse in tutta Europa e il cui padre è considerato l'abate Anselmo d'Aosta.
In generale, quindi, la filosofia nel Medioevo si concentra sulla dimensione teologica e sulla ricerca delle prove dell'esistenza di Dio. In questo clima culturale, la fantasia non riesce a trovare spazio nei pensieri dei filosofi.
La fantasia troverà la sua dimensione nel pensiero filosofico cinquecentesco  solamente con l'avvento del Rinascimento e del "primo martire del libero pensiero" Giordano Bruno.
In Bruno, la teoria dell'immaginazione si collega alla mnemonica: un sapere universale doe tutte le nozioni fanno capo a idee (topoi), cioè immagini che rimandano ad altre immagini e che la nostra fantasia riesce a cogliere nella loro affinità. La capacità di fornire immagini svolge il ruolo di una mediazione universale per la quale:" tutt forma ed è formato da tutto".
 

domenica 26 aprile 2020

La fantasia al tempo della pandemia-#STEP11

Il coronavirus ha sconvolto totalmente la nostra vita. Quasi nessuno si sarebbe potuto aspettare uno scenario simile. E' uno di quei casi nei quali la realtà supera le più fervide f antasie e ci porta a rivalutare le piccole cose che davamo per scontate. In questo periodo di lockdown "forzato" ci si chiede sempre più spesso , e in particolare i genitori con i bambini , come si possa far passare il tempo.
Un metodo è sicuramente quello di utilizzare la fantasia per inventarsi giochi o storie da raccontare.
Si può cementare il senso di famiglia facendo giochi di società o inventando fiabe e favole da narrare avicenda.
Un'alternativa valida è quella di leggere molti libri. Infatti, grazie all'abilità narrativa degli scrittori si può viaggiare con la fantasia ed entrare nel mondo e nelle azioni raccontate.
In questo periodo vanno anche di moda i tour virtuali che ti portano in diverse parti del mondo attraverso appositi programmi che ripropongono i luoghi come sono normalmente.

sabato 18 aprile 2020

"The Neverending Story"-#STEP10

The Neverending Story
Un film del 1984 di grande successo che venne diretto da Wolfgang Petersen e il cui budget di 25 milioni per la produzione lo fece diventare il più costoso film di produzione tedesca.

venerdì 17 aprile 2020

"Il Carnevale di Arlecchino"-#STEP09

                                "Il Carnevale di Arlecchino",1924-25, "Albright-Knox Gallery"

AUTORE: Joan Mirò
TITOLO OPERA: "Il Carnevale di Arlecchino"
ANNO COMPOSIZIONE: 1924-1925
LUOGO DOVE E' CONSERVATA: "Albright-Knox Art Gallery" (Buffalo)

ANALISI OPERA
Nella realizzazione dell'opera sono evidenti gli influssi della corrente del Surrealismo tanto che fu definita come uno dei capolavori del movimento.
E' distinguibile il gusto per la vivacità cromatica e il senso del fantastico tipico mediterraneo. In questo quadro, Mirò non rappresenta più la realta visibile, bensì il proprio inconscio che fa venire a galla utilizzando uno stile molto marcato che permette all'immaginazione di perdersi nella fantasia.
Nel suo dipinto, possiamo ammirare un gatto, un tavolo, un pesce ed una scala. Dalla finestra, si intravede un triangolo nero che emerge e che simboleggia con tutta probabilità la bellissima Tour Eiffel.
Troviamo inoltre note musicali,oggetti fantastici e un cerchio trafitto da una freccia, a simboleggiare probabilmente un mappamondo.
Elemento rilevante dell'opera è sicuramente la scala a pioli, che ricorre spesso nella rappresentazioni di Mirò e che rappresenta un trampolino di lancio per superare la realtà e andare oltre: è la fantasia.
 

martedì 14 aprile 2020

La fantasia in Platone-#STEP08

Noi sappiamo che Platone rifiuta sia la pesia sia il mito in quanto  fonti di pura fantasia. Tuttavia gli studiosi hanno notato come, in relatà, egli faccia spesso riferimento ai testi poetici e mitici e come quest'ultimi divengano parte integrante di alcune sue opere con diverse finalità come affermato dallo studioso Mario Vigetti.
«Considera per esempio una linea divisa in due segmenti disuguali, poi continua a dividerla allo stesso modo distinguendo il segmento del genere visibile da quello del genere intelligibile. In base alla relativa chiarezza e oscurità degli oggetti farai un primo taglio, corrispondente alle immagini: considero tali in primo luogo le ombre, poi i riflessi nell'acqua e nei corpi opachi lisci e brillanti, e tutti i fenomeni simili a questi. […] Considera poi l'altro segmento, di cui il primo è l'immagine: esso corrisponde agli esseri viventi, alle piante, a tutto ciò che esiste.»

Questo è una porzione di testo del VI libro della "Repubblica" nel quale Platone ritiene che il fegato sia il centro della fantasia e dell'immaginazione di un uomo.

sabato 11 aprile 2020

Il mondo della fantasia-#STEP07

                                                         C’è un mondo diverso,
                                                         che è posto di traverso,
                                                         un mondo secondario,
                                                         abitato da un popolo vario,
                                                         che è fuori dall’ordinario.
                                                         Ci puoi arrivare con il pensiero,
                                                         ma esser lì non puoi davvero
                                                         e nessuno finora
                                                         può esserci stato,
                                                         perchè si tratta
                                                         di un mondo inventato.
                                                         E’ il mondo della fantasia,
                                                         che ti fa volare via,
                                                         immaginando
                                                         o leggendo sui libri di fiabe
                                                         di streghe, fate,
                                                         di maghi, di draghi,
                                                         di orchi affamati,
                                                         castelli stregati,
                                                         sorgenti, cascate,
                                                         foreste incantate
                                                         con querce, castagni e faggi
                                                         e tanti altri personaggi
                                                         che superando
                                                         ostacoli ed impedimenti
                                                         alla fine son sempre felici e contenti.


Questo testo è una poesia scritta da Maria Rosaria Longobardi, in arte "Marylon", e facente parte del libro "Favole in fiore", pubblicato da "La Mongolfiera editrice" nel 2002.
La poesia narra la presenza di un mondo secondario, al quale si può accedere con il pensiero e sul quale nessuno è mai stato. E' il mondo della fantasia che ha la capacità di trasportarti via grazie all'immaginazione e alla lettura di libri.
In questo mondo si possono trovare diversi personaggi tra cui fate,maghi e streghe, che devono affrontare ostacoli ma che alla fine sono sempre contenti.


lunedì 6 aprile 2020

"Il ladro di Nebbia"-#STEP06

"Il ladro di nebbia"è il primo romanzo, pubblicato con Longanesi nel 2015 e vincitore del "Premio Brancati" nel 2016, della scrittrice napoletana Lavinia Petti.
Qui il link per conoscerla meglio:https://www.letturefantastiche.com/lavinia_petti.html

TRAMA
Il racconto si svolge nella città di Napoli e narra la storia di Antonio M. Fonte, scrittore napoletano di fama e successo che vive nei Quartieri Spagnoli insieme alla sua gatta Calliope.
La caratteristica fondamentale del protagonista è quella di non riuscire a distinguere ciò che è reale da ciò che invece non lo è.
Fra le tantissime lettere che ogni giorno riceve dai suoi sostenitori, ne trova una che lo incuriosisce particolarmente in quanto è datata quindici anni prima e il mittente...è lui stesso.
 La lettera accenna ad un uomo che è stato ucciso, forse dallo scrittore stesso, ma Antonio non si ricorda.
 Il giorno del suo cinquantesimo compleanno, il protagonista si perde nei vicoli di Napoli e in un palazzo incontra un ragazzo che ha la mania di raccogliere tutto ciò che gli uomini perdono; tuttavia il personaggio non possiede  solo oggetti smarriti ma anche amori giovanili, speranze, sogni dimenticati e giochi infantili.
Lo scrittore capisce che questo è il posto giusto per risolvere l'enigma della lettera. Ma quella lettera nasconde segreti arcani: una città che cambia aspetto, un viaggio imprevedibile e il mistero di un ladro fatto di nebbia.

FANTASIA
L'elemento fantastico permea la vicenda narrata dall'inizio alla fine con il personaggio stesso che non riesce a distinguere la realtà dalla fantasia.  La vita dell'Antonio cinquantenne si intreccia con i ricordi,i sogni, l'immaginazione di quando era un bambino.
Lo scrittore compie un viaggio surreale per arrivare a Tirnail, dove "tutto smarrisce quando se ne perde il ricordo" e, attraverso l'incontro con personaggi improbabili e trovate di pura fantasia, presente e passato si mescolano continuamente e mutuamente.
Esempi di ciò si possono trovare nell'inconto con il personaggio che raccoglie ciò che gli uomini perdono nel suo Ufficio Oggetti Smarriti o con il ladro di nebbia che gli racconta la sua storia.

RIFLESSIONE
Ho cercato di trovare un testo narrativo nel quale il concetto di fantasia e il suo rapporto con la realtà potesse venire fuori.
Tuttavia, tutti i libri hanno come concetto al loro interno la fantasia in quanto leggendo un buon libro si può riuscire a viaggiare con la fantasia e  ad entrare nelle vicende narrate.


 



giovedì 2 aprile 2020

La fantasia nella pubblicità-STEP#05

Questo video è stato pubblicato dal "Gruppo Mondadori" in questo periodo di emergenza a causa del COVID-19. Attraverso di esso vogliono far passare il messaggio di come, almeno con la fantasia e con la lettura, si possa evadere da questa vita quotidiana che può sembrare monotona e impegnativa.

domenica 29 marzo 2020

La fantasia nella mitologia-#STEP04

Nonostante la vasta presenza di divinità, nella mitologia greca non esiste un dio della Fantasia e non ci sono templi a lui dedicati. Questo potrebbe stupire; ma lo si può spiegare pensando al fatto che i miti a quei tempi erano cose da prendere sul serio mentre la fantasia era una materia prima come il marmo. E nessuno divinizza una materia prima.
A questo proposito lascio un link:https://melogrande.wordpress.com/2017/01/23/dio-della-fantasia/
nel quale viene affrontata questa tematica.
Anche se non esiste una vera e propria divinità della fantasia il mito greco è percorso in lungo e in largo dagli elementi fantastici. Anzi potremmo anche affermare che gli stessi racconti sono nati dalla fantasia dei loro autori.
Ne troviamo un esempio nell'Iliade di Omero nella quale si narra della guerra di Troia, una battaglia storicamente avvenuta nello stretto dei Dardanelli per motivi commerciali, e che viene miticizzata nell'opera con l'introduzione di divinità che aiutano i due schieramenti.
E' solamente a partire dal V secolo a.C. con Tucidide e Platone che si inizierà a distinguere il ragionamento logico dal mito.


Anche la cultura orientale, in particolare quella cinese e giapponese, presentano tratti fantastici nella loro mitologia. La creatura che meglio ne rappresenta le storie e i miti è sicuramente il drago, la cui figura si crede possa essere stata immaginata sulla scorta dei reperti fossili dei dinosauri e che la sua natura crudele simboleggi la natura ostile contro cui dovettero combattere gli uomini agli albori della civiltà.
Nelle leggende della mitologia antica, i draghi fungono da veicoli o da traino per le grandi divinità, per esempio il Padre d’Oriente e la Regina Madre d’Occidente. Huangdi, l’Imperatore Giallo, sovrano leggendario, avrebbe, per primo, realizzato un tamburo con la pelle di un drago. Questi tamburi dominavano il fulmine, e Pangu, il nano cornuto, colui che metteva ordine nel caos, che è rappresentato sulle mura di Dunhuang mentre è intento a fare il giocoliere in un cerchio di tamburi e dunque simboleggia anche il tuono.



 La mitologia romana presenta anch'essa come elemento fondante la fantasia. La stessa storia della nascita di Roma ha assunto nel tempo contorni mitici e fantastici; questo anche grazie al deisderio dell'imperatore Augusto di nobilitare il passato e dare ragioni "culturali" del suo dominio.
Frutto di questa politica propagandistica e culturale furono in particolare tre opere, ossia l’Eneide di Virgilio (modellata sui poemi omerici, l’Iliade e l’Odissea), gli Annali (chiamati anche Ab Urbe condita libri) di Tito Livio, e le Antichità romane di Dionisio di Alicarnasso.

mercoledì 25 marzo 2020

La storia della "fantasia"-#STEP02

Come già accennato nei post precedenti (clicca qui per trovare el'etimologia completa) il termine fantasia deriva dal greco phantasia che a sua volta si origina da phantazo(faccio apparire) che sorge dallla radice di phaino(presento alla vista) o phanos(luce).

Nella letteratura italiana il primo ad utilizzare tale vocabolo fu  Bonvesin de la Riva, autore di origine lombarda la cui produzione letteraria annovera testi poetici e prosastici in lingua latina e in  volgare lombardo, nel XIII secolo nella sua opera intitolata "Volgari".

Le "Dictionnaire de la langue Francaise" fa risalire il primo utilizzo della parola fantasia  a Nicola D'Oresme, noto matematico, fisico, astronomo ed economista, vescovo, filosofo, psicologo e musicologo francese vissuto nel XIV secolo.

 Nella lingua italiana ci sono molti proverbi famosi riguardanti la fantasia. Due di questi sono:
  1. "Qualche volta la realtà supera la fantasia", utilizzato per indicare un avvenimento incredibile o che non ci si sarebbe aspettati potesse accadere;
  2. "I bambini hanno molta fantasia. Spesso immaginano il vero."
Entrambi i modi di dire ci fanno concentrare sul fatto che la fantasia è uno strumento per afforntare la realtà e come quest'ultima non sia così distante dalle nostre immaginazioni.

Si pensa che il termine fantasia derivi da Fantaso, uno dei figli di Ipno (il dio del sonno), al quale si attribuisce la comparizione di ogni oggetto inanimato nei sogni.

La psicologia per comprendere la fantasia

La psicologia studia la fantasia solo da un secolo, anche se fa parte di noi sin da quando siamo bambini e tramite la quale pensiamo di rius...